Castello di Sammezzano

Nonostante sono diverse volte che visito il posto rimango sempre stupito dal capolavoro che mano umana attenta ed istruita è riuscita a creare centinaia di anni fa.
Ormai se ne parla spesso di questo luogo e molti  sono i curiosi che desiderano poterlo visitare: Ambientazione per il film "Il racconto dei racconti - tale of tales" e location del videoclip musicale di Dolcenera "Ora o mai più" (le cose cambiano).
Sto parlando del Castello di Sammezzano, un'imponente edificio che si affaccia su un colle di Leccio, una piccola località del comune di Reggello, nella provincia di Firenze.
Questo gigante eclettico fu edificato nel lontano 1605 per volere della famiglia Ximenes D'Aragona.
Alcuni dei saloni più belli e famosi sono: La Sala dei Pavoni, La Sala dei Gigli, La Rotonda e La Sala degli Amori. Saloni completamente differenti tra loro ma con uno stile che colpisce il nostro occhio. "No! non sei sotto effetto di qualche strano allucinogeno, esiste davvero questo posto!", esclamò un mio amico.
La tenuta di cui fa parte il castello appartenne a diverse famiglie importanti. L'ultimo erede era Ferdinando Panciatichi Ximenes D'Aragona, un'importante architetto, politico e botanico italiano.
Il marchese Ferdinando ne diede le attuali sembianze con i suoi progetti durati tra il 1853 e il 1889 rendendolo uno degli esempi più importanti dell'architettura orientalista in Italia.
Nel corso del 1878 il Castello di Sammezzano ospitò il re d'Italia Umberto I.
Lo storico tedesco Robert Davidsohn afferma però che la storia del castello è assai più antica, e la fa risalire all'epoca romana dove dice che, nel 780 Carlo Magno solcò le porte della dimora per il battesimo di proprio figlio.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il castello è stato adibito ad hotel di lusso ma l'attività non durò per molto.
Dopo il fallimento dell'attività il Castello di Sammezzano viene messo all'asta per poi essere comprata nel 1999 da una società italo-inglese. Questa società dopo diversi anni fallì, di conseguenza il castello fu nuovamente messo all'asta nel 2015 con una base di 20 milioni di euro, andata più volte deserta.
Nel 2012 si è costituito un comitato che cerca di promuovere e valorizzare il castello ma nonostante il loro fantastico lavoro troviamo: vetri rotti, sporcizia, feci sul pavimento e altre opere che solo i vandali possono fare.
Chissà se ci sarà un nuovo futuro per questo capolavoro umano.

-Foto e articolo di Daniel Santucci































































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